
Grazie alla posizione centrale nella penisola e al ruolo di cerniera svolto per secoli fra nord e sud, fra Europa e Mediterraneo, l'Abruzzo sintetizza nella propria storia delle arti gli influssi lombardi e napoletani, toscani e pugliesi, franco-tedeschi e spagnoli, con risultati del tutto originali e cosmopoliti.
Nella produzione e decorazione delle maioliche, nell'intaglio del legno, nel ferro battuto, nell'oreficeria vengono così raggiunti i risultati più alti.
Le maioliche di Castelli, piccolo centro alle falde del Gran Sasso attivo già nel XIV secolo, nel Cinquecento erano ambite dalle principali corti principesche d'Europa; al XII secolo risalgono invece le prime testimonianze dell'arte dell'intaglio ligneo, come mostrano i battenti delle porte della torre campanaria di S. Pietro ad Albe, oggi conservati nel Museo Nazionale dell'Aquila, o la rara cornice duecentesca dell'iconostasi della chiesa di S. Maria in Valle Porclaneta. Straordinari, poi, i soffitti a cassettoni come quello della Colleggiata di Pescocostanzo o di S. Bernardino a L'Aquila; gli organi che occupano intere pareti, come quello di S. Francesco della Scarpa a Sulmona.
La più ricca espressione dell'arte in ferro battuto è senz'altro la Cancellata che chiude l'ingresso alla grande Cappella del Sacramento, nella Colleggiata di Pescocostanzo.
E infine l'oreficeria. Dal XIII al XVI secolo la più preziosa delle arti minori ebbe le manifestazioni più pregevoli nelle opere di carattere sacro, come le croci processionali, gli ostensori, le pissidi , i calici, i reliquari; sopra tutti gli altri eccelse Nicola da Guardiagrele, il cui capolavoro, il Paliotto, si trova nel Duomo di Teramo.
I MONUMENTI
Sin dal Medioevo, che fu l'epoca di formazione culturalee civile dell'Abruzzo, l'architettura religiosa ha espresso una netta supremazia su quella civile, ad opera soprattutto dei Benedettini, che promossero una formidabile attività di rinnovamento morale, civile ed economico della regione, e quindi anche l'edificazione di chiese, abbazie. Ed in tutti i suoi aspetti si coglie un tratto comune, quel gusto così tipicamente abruzzese per la sobrietà, la chiarezza, la forza.
Le testimonianze più importanti sono l'Abbazia di San Liberatore a Majella, presso Serramonacesca, a partire dalla quale i Benedettini si irradiarono nella regione dallo VIII sec.; l'Abbazia di San Clemente a Casauria, fra le antiche ed importanti d'Italia; S. Maria del Lago a Moscufo, e poi la Basilica di San Pelino a Corfinio, S. Maria Assunta a Bominaco, S. Maria Arabona di Manopello, S. Giovanni in Venere a Fossacesia, San Giovanni al Mavone e S. Maria di Ronzano in Valle Siciliana, S. Maria di Propezzano a Morro d'Oro, S. Clemente al Vomano, S. Angelo di Pianella, S. Maria in Valle Porclaneta, S. Pietro di Albe, S. Pellegrino di di Bominaco, S. Pietro in Oratorium a Capestrano, e innumerevoli altre.