Gli eremi di S. Bartolomeo e S. Spirito


"Montagna madre" della tradizione abruzzese, la Majella ospita il lupo e il camoscio, l'aquila reale e l'orso, splendidi boschi e ricche fioriture. A stupire il visitatore, però, è l'abbondanza di tracce della presenza dell'uomo. capanni di pastori, chiese isolate, monasteri, iscrizioni compaiono ad ogni passo ed a tutte le quote del massiccio.
Il territorio di Roccamorice, a occidente della Majelletta, è quello che offre la maggiore concentrazione di eremi e capanni di pietra. Gli splendidi complessi di S. Bartolomeo di Legio e di S. Spirito a Majella, entrambi abbarbicati alle rocce e accessibili attraverso un sistema di camminamenti e scalette, sono tra i momenti più alti di una visita al massiccio e a questa parte dell'Abruzzo.
S. Bartolomeo, a 600 metri di quota, sorge nella parte più arida del vallone, sotto un grande soffitto naturale di roccia. Di origini anteriori al Mille, fu ricostruito nel Duecento per iniziativa di fra Pietro Angeleri, il futuro papa Celestino V, che vi si stabilì tra il 1274 e il 1276. Santo Spirito, poco oltre i 1000 metri sul mare, è invece circondato da fittissime faggete, che nascondono gli antichi sentieri dei monaci verso la Majelletta e i paesi d'intorno.
Per informazioni: Corpo Forestale dello Stato - Roccamorice (085) 8572168