Visita al paese
Piazza Santa Maria della Valle
, dominata dal fianco della
chiesa omonima, è il centro del traffico turistico ed il principale
ingresso del paese. Si ergeva qui la Porta Santa Maria, una delle
tre che davano accesso all'abitato, anticamente recintato da mura, abbattuta
all'inizio del secolo insieme a Porta della Codacchiola o di S.
Antonio. Rimane oggi solo la terza: Porta della Croce.
La contigua
chiesa parrocchiale di Santa Maria
della Valle venne strutturata nel 1568 sulla medioevale
chiesa di S. Maria di Scanno, ricordata nelle bolle di
papa Adriano IV del 1156 e di
Clemente III del 1188.
Dalla chiesa, scendendo per Via Abrami, a sinistra
si incontra l'ex Chiesa del Purgatorio, detta anche "delle anime sante". Eretta nel 1720 e
interdetta nella seconda metà del secolo, fu adibita a teatro pubblico
che, nel 1792, veniva giudicato uno dei più importanti del Regno
di Napoli. La chiesa riconsacrata nei primi decenni dell'800, intorno al
1860-70 venne nuovamente interdetta. L'edificio, saltuariamente utilizzato
fino al recente restauro (1988), è ora adibito a mostre, sala di
riunioni e centro di manifestazioni varie.
Di fronte alla chiesa si ammira la Fontana Sarracco (sec. XVI e XVIII) composta
di due corpi ad arco: quello a sinistra datato 1549, serviva come abbeveratoio
per animali; l'altro certamente di epoca posteriore, con quattro mascheroni
e il piano d'appoggio molto alto per permettere alle donne, dopo aver riempito
le conche, di collocarsele sul capo senza troppa fatica. Nell'estrema destra si trova murato un bassorilievo raffigurante l'Annunciazione datato 1732.
Proseguendo per Via
Abrami, si giunge a Piazza San
Rocco. A sinistra la piccola chiesa di Santa Maria di Costantinopoli.
Non si conosce l'anno della costruzione che deve risalire sicuramente ai
primi del 1400. Vi si ammira uno splendido affresco "Madonna in trono con bambino" del 1478.
Sulla piazza, all'imbocco della strada Giuseppe Tanturri
(già CALATA SAN ROCCO) al n. 2 Palazzo
Mosca (sec. XVI) con bel portale barocco ed un magnifico
cornicione con trionfo di putti.
Al di sopra del muraglione che delimita la piazza, si affaccia
la Chiesa di San Rocco detta anche della Madonna del Carmine, perché sede dell'omonima
Confraternita.
A sinistra della chiesa si apre il largo dell'Olmo,
che prende il nome dalla pianta sotto la quale si tenevano le pubbliche
assemblee popolari. Sulla piazzetta si affacciavano anticamente il Palazzo del Comune e la chiesetta
di S. Rocco.
Al di la dell'arco
medioevale sormontato dalla Torre Vecchia, zona più alta e più
antica del paese, si erge la Chiesa
di San Eustachio, Patrono del paese, detta anche di
S. Maria di Loreto. La più importante delle due chiese che Scanno
aveva nel medioevo; come l'altra, di S. Maria di Scanno, è ricordata
nelle due bolle corografiche del 1156 e 1188 già citate. All'interno si può ammirare la statua della "Madonna con il volto bruno" del XV sec.
Da piazza dell'Olmo osserviamo la mole imponente
del Palazzo di Rienzo
(sec. XIX) costruito sull'area dell'antico palazzo feudale. Esso custodisce
opere e documenti su Scanno, una raccolta di monete , residui di scavo ed un quadro di Teofilo Patini raffigurante "Le Orfanelle".
Seguendo via Silla, a destra, troviamo la chiesa di San Giovanni Battista.
L'iscrizione posta sulla facciata afferma che la chiesa venne fatta erigere
nel 1631 da Giuseppe e Antonio Ciancarelli ma tale data deve intendersi
quella di un radicale restauro. La costruzione dovette avvenire, al più
tardi, nella prima metà del Cinquecento. Sulla stessa via, vi sono numerosi palazzi settecenteschi. Scendendo a sinistra per Vicolo Istofumo ci si immette nel rione omonimo, una delle zone più interessanti, grazie ai numerosi archi e alle cimmose , motivi architettonici prettamente medioevali. Sulla piazzetta si ergeva una cappella dedicata a S. Maria di mezzo agosto:
Tornando in via Silla, alla confluenza con via
Ciorla, l'ex Chiesa della Madonna
delle Grazie (sec. XVI), abbandonata agli inizi di
questo secolo. ora adibita a molino.
A sinistra della
chiesa si ammira l'Arco della Nocella, armonioso nelle sue parti. In origine questi archi venivano costruiti
per unire e tener saldi due edifici tra loro. affinché potessero
resistere ai frequenti terremoti. In tutto il paese se ne contano circa
venti. Per l'attigua via Ciorla, salendo, si raggiunge Porta della Croce, l'unica rimasta. La porta immette su via Napoli, al culmine della quale esisteva l'antico cimitero con una chiesetta dedicata a S. Marta.
Riscendendo per via Ciorla, al n. 5, la chiesa di
S. Antonio Abate
o Barone. Piccola chiesa appartenente ad una antica Abbazia che sorgeva
fuori della cinta muraria di Scanno, fondata nel Medio Evo dall'Ordine dei
Chierici Ospedalieri di S. Antonio di Vienne.
Al n. 3 il seicentesco Palazzo
Tanturri de Horatio con eccellenti motivi architettonici
rappresentati dall'elegante portale in marmo (sec. XVIII), apposto successivamente
dai baroni de Angelis, dalle finestre e dai soffitti interni con volte a
crociera ed in legno. Si ammiri la piccola e suggestiva corte.
Traversata via De Angelis, (si scenda per via Federico
Ciarletta) a sinistra, la Chiesa di
Santa Maria delle Grazie, sede della Confraternita
omonima. La chiesa era annessa al Collegio delle Scuole Pie, retta dagli
Scolopi. Fu fondata nella prima metà del 1700 con il lascito dei
medici scannesi Donatangelo ed Alessandro Roscelli.
Traversata via Abrami, si imbocca via del vallone,
interamente costeggiata da tipiche costruzioni settecentesche, adorne di
bei portali, specie quello del n.48. Si scenda a sinistra per raggiungere
in Piazza Santa Maria del Lago, (già della Codacchiola) il Palazzo
Serafini (sec, XVII); sovrasta il portone lo stemma
della Famiglia composto da tre serafini.
Poco distante si giunge alla
Fontana detta del Pisciarello (sec. XVIII), sormontata da uno stemma con tre torri e il motto
"Universitas Terrae Scannis". La
vicina chiesa di Sant'Antonio di Padova segna l'ultima
tappa della visita al paese. Venne eretta nel 1590. La facciata presenta
identici caratteri di quella di S. Maria Della Valle, ma di minori proporzioni;
similmente è del rosone, il quale decide in modo assoluto della provenienza
comune delle due facciate da uno stesso maestro. Il portale, eseguito nel
1596, intona meglio con la facciata. molto più del portale borgognone
della chiesa parrocchiale. I tre affreschi che ornano il soffitto della chiesa sono opere di notevole pregio artistico dipinte nel XVIII sec. da G. B. Gamba.
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